La rivalutazione di un’icona del modernismo della architettura latinoamericana, il Circolo Militare di Caracas.

Vista Aérea Torri del Silencio. Arch. Cipriano Domínguez. Dietro Avenida Bolívar. Caracas.

Il Venezuela è entrato nel XX secolo in ritardo e si è impoverito; tra l’altro, a causa da tale dilazione imposta dal dittatore Juan Vicente Gómez (1908/1935) e della sua condizione di paese di scarsa produzione agricola. Tuttavia, l’arrivo del petrolio, principalmente dall’anno 1914 attraverso l’esplosione del “Pozo Zumaque I”, generò un boom economico che portò alla migrazione a Caracas e alle grandi città, di migliaia di persone, in modo disorganizzato. La capitale diventa bruscamente quella che Francis Violich, un riconosciuto architetto americano-croata, ha definito “una metropoli istantanea”.

Pozzo Zumaque I. 1914.

Il desiderio di “modernità” si stabilisce nell’ideologia collettiva; e, anche, nello Stato, che promuove la costruzione di grandi opere; attraverso l’utilizzo dell’immensa quantità di risorse derivate dallo sfruttamento del petrolio (è stata chiamata “la leva del petrolio”), che genera un intero movimento di pianificazione spaziale; e, successivamente, dell’urbanistica (a carattere più sociale), che oggi costituiscono elementi iconici delle nostre città.

In particolare, durante il governo dittatoriale del generale Marcos Pérez Jiménez (1952/1958); e, la sua pretesa di grandezza, universalità, ordine, stabilità; soprattutto, espressione di potere; e, inoltre, la ricerca della permanenza nel tempo, molte sono le infrastrutture in cui lo Stato agisce da modernizzatore, generando grandi cambiamenti strutturali, non solo nelle città, ma nello stile di vita dei venezuelani. Questo, insieme alle nuove esigenze, nate dall’arrivo delle compagnie petrolifere internazionali, che stavano creando il proprio tessuto urbano nelle città e nelle aree petrolifere.

Oltre a quanto sopra, volevano anche generare cambiamenti sociali attraverso la costruzione di edifici e spazi. È il caso della necessità di costruire, per i cittadini, non solo ospedali e aree di servizio; ma anche centri di incontro di scambio, che favorirebbero la formazione di un vero e proprio conglomerato sociale. I privati ​​costruivano; a tal fine, i circoli sociali (Club Táchira, Club Valle Arriba, Country Club, Casa de Italia, ecc.); e lo Stato, gestito da un governo militare, lo fece per i membri delle Forze Armate e delle loro Accademie.

Club Valle Arriba. Arq.
Club Táchira. Caracas. Arq. Venezuelano Fruto Vivas.
Caracas Country Club. Arq. (Autore del Central Park NY)
Casa d’ Italia. Caracas. Arq. Italiano Domenico Filippone.

Fu così che al celebre architetto venezuelano Luis Raimundo Malaussena (1900/1963) fu affidata la progettazione e l’esecuzione del “Circolo Militare di Caracas”, che dovrebbe essere adiacente al “Paseo de la Nacionalidad”, una grande “promenade” nel stile dei Campi Elisi francesi, destinata a Monumento agli eroi venezuelani.

Veduta aerea Paseo Los Próceres.
Monoliti del Paseo Los Próceres. Circuito della Nazionalità. Caracas.
Specchio d’acqua Omaggio a Simón Bolívar. Lungomare Los Próceres. Caracas.

Per lo sviluppo di un’opera così importante, l’architetto convoca altri tre colleghi di fama internazionale, che lo accompagnano nell’impresa: Federico Beckoff, Klaus Heuffer e K.P. Jebens.

In modo tale che, lungo 25 ettari della “Tenuta Conejo Blanco”, fu costruito il “Circolo Militare di Caracas”, che oggi integra il cosiddetto “Circuito della Nazionalità”, tutto un insieme, formato; inoltre, dalla Passeggiata degli Eroi, e vicino alla più grande caserma militare del paese, “Fuerte Tiuna”.

Veduta aerea del Circuito della Nazionalità. Osserva il Paseo Los Próceres e il Círculo Militar de Caracas.
Veduta aerea del Circolo Militare.
Vista laterale del Circolo Militare dal Paseo Los Próceres.
Il Laghetto del Circolo Militare di Caracas.

Il Circolo Militare risponde principalmente allo stile architettonico del modernismo, prevalente nel mondo dal 1936 al 1958, che si caratterizza per la sua conoscenza della tradizione (si veda a tal proposito il Padiglione del Venezuela all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1937), progettato da Luis Malaussena), con elementi internazionali. Esprime un’intenzione di cambiamento unita alla tradizione.

Ingresso del Circolo Militare di Caracas.
Vista frontale al Paseo Los Próceres del Circolo Militare di Caracas.

Il modernismo nelle sue tre espressioni più comuni: neocoloniale, “art déco” ed eclettismo, era molto presente nelle nostre città.

L’influenza neocoloniale ci raggiunge, a causa del ritardo nell’indipendenza di paesi come Cuba in America Latina e dell’esistenza di colonie (come Porto Rico); l’”art deco”, per l’incidenza della Fiera Internazionale di Parigi del 1937; e, in particolare, del “Padiglione Primavera”, francese (come abbiamo discusso nel nostro articolo sulla “Casa Primavera”); e, eclettismo, rappresentato; principalmente, grazie alle opere di Carlos Raúl Villanueva (1900/1975), (architetto della “Ciudad Universitaria de Caracas”, patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 2000), che ha portato nuove idee dall’estero, che ha completato con il suo abbagliamento per il colore e la luce dei tropici, che ha cercato di incorporare in essi.

Città universitaria di Caracas. Patrimonio mondiale dell’UNESCO
Nubi calde. Sala Grande. Città universitaria di Caracas. Patrimonio mondiale dell’UNESCO.

L’eclettismo, chiamato da alcuni anche “storicismo”, è uno stile che raccoglie elementi di tendenze precedenti e si caratterizza per la sua varietà, derivata dall’esigenza di soddisfare una molteplicità di esigenze diverse. Si lascia alle spalle il neoclassicismo, che stabilisce l’uniformità nei suoi canoni e linguaggi.

Così il Circolo Militare di Caracas è manifestazione di una serie di espressioni che, in modo complementare, compongono un’opera di grande semplicità; a volte nelle loro linee; e, molto maestoso nelle sue sale formali e protocollari, mentre si combina con la tradizione, in spazi come “Las Caballerizas” (gli stalli).

Le Scuderie del Circolo Militare di Caracas

Quanto sopra evidenzia l’importanza di riabilitare il grande patrimonio che costituisce il Círculo Militar; che, già all’inizio del nostro lavoro, mostrava seri segni di deterioramento.

Nel 2008, nella mia qualità di Presidente Fondatore dell’allora “Centro d’Arte La Estancia” (oggi PDVSA La Estancia), una società per i propositi speciali dell’industria petrolifera venezuelana, con funzioni di natura patrimoniale, culturale e sociale; Di pari passo con la rinomata architetto restauratrice Carmen Daly, membro di organizzazioni specializzate nella conservazione del patrimonio culturale mondiale, come l’ICCROM e fondatrice della stessa in Venezuela, abbiamo sviluppato un bellissimo progetto di manutenzione straordinaria per i principali spazi ufficiali e protocollari del Circolo Militare.

La nostra azione è stata volta a valorizzare l’architettura moderna, sottolineando il riconoscimento dei sistemi costruttivi e decorativi, l’aggiornamento delle sue strutture, rispettandone l’integrità fisica e storica e promuovendone la permanenza nel tempo.

Le aree intervenute sono state: la Lobby principale, l’Ufficio di Presidenza e Lobby, le Sale del Protocollo “Junín e Ayacucho”; e il Salone di Ballo chiamato “Salón Venezuela”; così come i corridoi aperti e i loro soffitti, gli specchi d’acqua e i giardini e paesaggi esterni ed interni.

Veduta aerea del Circolo Militare di Caracas, dove predominano la Sala del Venezuela e il suo Specchio d’Acqua con la sua passerella aperta.
Sala Venezuela. Circolo Militare di Caracas.

Elenchiamo ora i principali lavori eseguiti:

1: Restauro del legno nella Sala Venezuela.

2: Restauro di pavimenti in marmo del Sala Venezuela piani 1, 2 e 3

3: Restauro delle pavimentazioni negli accessi di Salón Venezuela. Include mosaico di vetro bianco e marmo nero.

4: Restauro di bronzi in luci, lastre e scarichi.

5: Restauro dei corrimano.

6: Riabilitazione della fioriera interna della Sala Venezuela

7: Riabilitazione dello specchio d’acqua Sala Venezuela.

8: Restauro delle colonne esterne che accedono alla Sala Venezuela

9: Restauro bronzi in accesso della Sala Venezuela

10: Restauro delle finiture in legno negli ingressi della Sala Venezuela.

11: Riabilitazione della lobby della Presidenza.

12: Ristrutturazione dei bagni pubblici della Presidenza.

13: Riabilitazione dell’Annesso della Sala Ayacucho

14: Sostituzione dei tappeti e pulizia di base delle Sale Carabobo e Ayacucho.

15: Realizzazione di un nuovo allacciamento elettrico per lo specchio d'acqua

16: Riabilitazione completa dell’ufficio del presidente IACFA

17: Ristrutturazione completa dell’Ufficio del Vice Presidente e delle Pubbliche Relazioni

18: Rimozione della pavimentazione con sostituzione del mosaico di vetro, Terrazza Ristorante del Bar Caribe

19: Restauro della Lobby Principale

20: Lavori preliminari di sicurezza (Porte in vetro)

21: Impermeabilizzazione del tetto

L’importante della nostra riabilitazione era che fosse possibile valorizzare ogni elemento patrimoniale dell’opera; e, inoltre, aggiornare i propri servizi e benefici pubblici.

La nostra dedizione è stata intensa, al punto che è stato allestito un ufficio e un centro di lavoro per il nostro capo architetto e il suo team, che, in stile archeologico, ha individuato le esigenze; e anche ha fatto delle molto interessanti scoperte e ritrovamenti.

In questo senso vale la pena raccontare l’esperienza della Lobby dell’Hotel del Círculo Militar, nel cui restauro è apparsa per l’epoca una modernissima fontana interna, a forma di specchio d’acqua, che, comprese le sue pompe e tubi, era stata coperta (nascosta) in lavori precedenti.

Abbiamo anche compreso la necessità di lasciare sui pavimenti gli effetti del tempo, perché il restauro implica proprio il miglioramento dell’oggetto, senza intaccarne l’essenza originaria.

Siamo andati a ritoccare le pavimentazioni in mosaico di vetro; restaurare, uno ad uno, i corrimano, ringhiere e balaustri in bronzo delle Sale (soprattutto quelle della Sala Venezuela); lavorare le immense aree marmoree dei pavimenti; ripristinare le doghe in legno dei solai grecati dei corridoi esterni; recuperando, una ad una, le piccole plafoniere ed i grandi candelabri e “chandelier”; sostituire i vecchi tappeti; aggiornare i sistemi di pompaggio degli specchi d’acqua interni ed esterni; valorizzando i grandi murales situati nelle Sale, come quelli del costumista, pittore degli Eroi dell’Indipendenza, Pedro Centeno Vallenilla.

Lobby del Circolo Militare. Nota mobili, riabilitazione e tappezzeria.

Infine, gli spazi riabilitati sono stati ridecorati mantenendo lo stile del loro tempo; e, i mobili originali di design danese che rimasero nel tempo, sono stati recuperati, cromati ove necessario e rifoderati, seguendo le esatte immagini delle loro immagini degli archivi del Círculo Militar. Nella enorme e altissima Sala Venezuela o Salone di Ballo, caratterizzato dalla sequenza delle sue finestre in vetro stile persiane romane, poste in serie una dopo l’altra, si è proceduto ad effettuare un importantissimo studio sismico strutturale ad alta tecnologia, per determinarne la possibilità; poi, negata, di installare condizionatori d’aria, adatti alla nuova temperatura di Caracas.

Finestre Romanilla nella Sala Venezuela. Circolo Militare.

Ora, una delle situazioni che ricordo di più era il grado di difficoltà nel posizionare le interminabili tende bordate e il loro doppio velo nella Sala da Ballo, che era molto difficile da affrontare, perché riguardava, tra l’altro, l’introduzione al sito; niente di più e niente di meno, di una grossa gru di sollevamento di quelle usate per cambiare le luci dei fari stradali, data la lunghezza delle finestre, che superavano gli 11 metri di altezza, oltre lo spazio per la mantovana.

Interno della Sala del Venezuela del Circolo Militare. Nota l’altezza dei soffitti.

Successivamente si è lavorato anche alla preparazione di un progetto per la nuova sede dell’Hotel del “Círculo Militar”, richiesto, in virtù del suo utilizzo come sede, non solo per le attività dei militari e delle loro famiglie, ma anche per la celebrazione delle Grandi Vertici e Summit Internazionali.; tra gli altri, quelli dell’UNASUR, quelli dell’OPEC, quelli dell’ALBA, quelli di PETROCARIBE, ecc., la quale costruzione è stata rimandata dallo Stato Venezuelano, pur lasciandolo come contributo e migliorando alcune aree dell’attuale albergo.

Area piscina dell’attuale hotel del Circolo Militare di Caracas.

Il Circolo Militare di Caracas è un gioiello architettonico che esprime un’epoca e uno stile, il modernismo petrolifero; che identifica un sentimento, quello dell’identità; che difende un principio, quello della sovranità; che ricorda la nostra lotta emancipatrice, quella di Simón Bolívar, le sue Battaglie e gli eroi; che mette in risalto la grandezza di un Paese, il Venezuela, i cui veri valori devono essere trasmessi ai nostri giovani, che sono stupiti dalla loro magnificenza per trovare conforto nel loro patriottismo.

Congratulazioni per aver potuto effettuare il suo recupero, e per averne avuto a tali effetti uno strumento privilegiato. Ora lavoriamo tutti per la sua cura e manutenzione!

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Abog. SummaCumLaude. Doct. en Dcho. Prof. UCAB-UCV. NYU Cities and Urban Development. Pdte PDVSALaEstancia 8 años: arte y espacio público, social, cultural.

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Beatrice Sansó de Ramírez

Beatrice Sansó de Ramírez

Abog. SummaCumLaude. Doct. en Dcho. Prof. UCAB-UCV. NYU Cities and Urban Development. Pdte PDVSALaEstancia 8 años: arte y espacio público, social, cultural.